NEAL FRANCIS

Changes
(Karma Chief Records)

8/10 21.03.2020   |   Alberto Albertini
NEAL FRANCISNEAL FRANCIS
NEAL FRANCISNEAL FRANCIS
Quando si ascolta Changes, il primo album che sancisce la carriera solista di Neal Francis, non si può fare a meno di rimanere estasiati dalla sua sincera trasparenza compositiva.
Il disco è il risultato di un amore incondizionato per il blues - l'artista è stato in varie tournée il tastierista della band di Mud Morganfield, figlio del grande bluesman Muddy Waters - e per il funk, avendo fatto parte del corposo ensemble strumentale dei The Heard. Le canzoni sono estremamente trascinanti e coinvolgenti: il significato dei testi è riconducibile alla rinascita e alla percezione di una forza interiore capace di ridare un significato alla vita e indurre la volontà di uscire da un tunnel di droga e alcool che sembra sempre più buio e infinito. Questo è proprio ciò che ha vissuto in prima persona Neal quando dal 2015 entrò in uno stato depressivo indotto da varie droghe che riuscirà successivamente a superare grazie anche al suo profondo amore per la musica, la quale gli consentirà di rinascere artisticamente e lo porterà di nuovo in studio a comporre.
NEAL FRANCIS
NEAL FRANCIS
Se le parole rappresentano la nuova vitalità dell'artista, le composizioni sul pentagramma sono il risultato di un condensato di R&B, funk, soul e blues contemporaneo di estrema bellezza. Le note di organo di This Time aprono il disco e ci introducono a pieno in un groove southern soul dove una voce calda alla Leon Russell, accompagnata da un piano sempre in evidenza e da una sezione ritmica con contrappunto di fiati figlia del grande compositore Allen Toussaint, ci catturano all'istante. La successiva She's A Winner rappresenta uno dei brani più belli del disco, l'entrata di batteria di PJ Howard sulle note del clavinet di Neal è degna dei migliori album dei The Meters: con un costante giro di basso incalzante impregnato di New Orleans R&B il brano si conclude dopo uno spettacolare assolo di sassofono di notevole impatto. Se invece chiudessimo gli occhi ascoltando These Are The Days ci sembrerebbe di essere stati catapultati negli anni '70 durante un concerto di Joe Cocker con i Mad Dogs & Englishmen, dentro una composizione piena di vigore ed energia, con una sezione fiati esplosiva. D'altro canto Lauren è perfetta per dimostrare quanto sia ampio lo spettro musicale dell'autore: avvolti da sonorità american roots ci sembrerà di passeggiare nella bucolica campagna dello stato di New York, dove il gruppo The Band ha scritto una delle pagine più importanti della musica rock americana di fine anni '60.
Le notevoli qualità musicali di Neal si possono apprezzare appieno ascoltandolo suonare il pregevole assolo centrale di piano in Changes, Pts. 1 & 2, e la sua bellissima voce cantare la ballad southern soul Can't Live Without Your Love, che non sfigurerebbe in uno dei migliori dischi di Leon Russell. La venatura funk fuoriesce maggiormente nell'ultimo brano del disco Put It In His Hands, che risulta essere il pezzo più graffiante, con potenti fiati in evidenza e con una sezione ritmica martellante che rammenta le sonorità hard rock dei Funkadelic.
Il trentenne di Chicago ha le idee chiare e su questo non c'è dubbio, scrive e compone un esordio stupendo, dove tutto gira alla perfezione con un suono caldo, vintage ed analogico anni 60-70 (in perfetta linea con le recenti produzioni dell'etichetta Karma Chief Records); costruisce un piccolo gioiello sonoro che non potrà far altro che strappare un grosso sorriso a tutti gli amanti del genere, sicuri di trovare in lui un solido punto di riferimento nel panorama rock-soul contemporaneo per - ci auguriamo - un futuro discografico sempre più avvincente.

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