ALL THEM WITCHES

Nothing As The Ideal
(NEW WEST RECORDS)

7/10 24.09.2020   |   Alberto Albertini
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Photo credit: photo by Abby Gillardi
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Photo credit: photo by Abby Gillardi
All Them Witches è un gruppo statunitense proveniente da Nashville, Tennessee, e contrariamente a quello che si potrebbe supporre (visto la loro città d'origine) non fa country, ma un tosto ed energico hard-rock neo-psychedelico.
La band è composta da Charles Michael Parks, Jr. (nella foto) al basso e voce, Robby Staebler alla batteria e Ben McLeod alla chitarra. Nothing As The Ideal è il loro sesto album in studio, il primo come trio dopo l'abbandono da parte del tastierista Jonathan Draper. Questo cambiamento d'organico ha portato la band ad adottare un approccio diverso in fase compositiva, per una ricerca sonora differente rispetto al passato.
Il disco è stato registrato nello Studio Two dei famosi Abbey Road Studios di Londra. La magia che si sprigiona all'interno di quelle straordinarie sale d'incisione è stata subito percepita dal trio: motivato dal produttore Mikey Allred, viene incoraggiato a suonare al massimo delle proprie capacità, cercando di espandere il più possibile la visione musicale mediante nuove stratificazioni melodiche. In parte questo cambiamento è dovuto alla logica conseguenza di dover sopperire alla mancanza di un tappeto sonoro come quello garantito da una tastiera e, in parte, per sperimentare (ovviamente) le leggendarie apparecchiature analogiche di uno dei più famosi studi di registrazione al mondo. Il prodotto scaturito è notevole, il suono sprigionato è potente, roccioso e graffiante, come non era mai stato nei precedenti lavori in studio. Si potrebbe sintetizzare in una perfetta miscela tra Kyuss e Black Sabbath, il tutto però contornato da atmosfere paludose dark-delta blues, come se Junior Kimbrough si fosse dato all'hard-rock. Questa particolare descrizione potrebbe essere un iniziale approccio per capire al meglio il loro sound difficilmente catalogabile. Difatti per questo album All Them Witches si spingono oltre, andando a toccare alcune sonorità metal, ma con grande abilità, senza mai scivolare nel banale o nel noioso “già sentito”.
ALL THEM WITCHES
ALL THEM WITCHES
Nothing As The Ideal ha un suo filo conduttore, alternando momenti evocativi e pieni d'atmosfera a violenti riff di chitarra, coadiuvati da una granitica sezione ritmica. Basso e batteria sono molto compatti, basta ascoltare Enemy Of My Enemy per rendersene subito conto. Un violento groove senza sosta ci accompagna per tutto il brano, per poi aumentare d'intensità in un finale metal da brividi.
Anche Lights Out con il suo ritornello ipnotico ed euforico rappresenta una delle tracce più riuscite dell'album, senza disdegnare neanche in questo caso efficaci e taglienti riff di chitarra metal. 41 invece si sviluppa tutta attorno alla linea tenebrosa del basso di Charles Michael Parks, Jr. che, unito al suo cupo timbro vocale, riesce nell'intento di rendere il brano pieno di una forte e distinguibile identità musicale.
I toni si placano nell'oscura ballata folk The Children Of Coyote Woman. La traccia, dal notevole songwriting, potrebbe tranquillamente comparire all'interno di un libro di storia mitologica romana nel capitolo della leggenda di Romolo e Remo e la fondazione di Roma.
Le maggiori sperimentazioni del gruppo si avvertono nei due brani più lunghi dell'album (di nove minuti ciascuno) See You Next Fall e Rats In Ruin. Il primo presenta un inizio enigmatico con una voce in ripetizione da far rabbrividire, un vero e proprio incubo lynchiano (ottenuto grazie alla possibilità di utilizzare i magnifici effetti presenti negli Abbey Road Studios) per poi sfociare in un potente hard-rock, sfumato nel finale da un frizzante assolo di batteria. Il secondo rappresenta senza ombra di dubbio una nuova via musicale mai intrapresa fino ad ora dal trio di Nashville. Il brano si divide in due parti: per i primi quattro minuti la canzone sembra quasi una demo, con chitarra e voce che ci accompagnano dentro una spoglia ballata acustica e malinconica, mentre i restanti cinque minuti sono una lunga coda strumentale in crescendo, dove la chitarra di Ben McLeod diventa la protagonista indiscussa, regalando un assolo ipnotico poco definibile e nebuloso che tende di più verso un sofisticato pop-rock rispetto al collaudato sound della band.
All Them Witches lasciano così intendere l'inizio di una stuzzicante futura apertura a differenti paesaggi sonori. Se così fosse, saremo sicuramente pronti ad accogliere con entusiasmo un altro album di questi dark-cowboy del Tennessee.
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