BLUES PILLS

Holy Moly!
(Nuclear Blast Records)

7.5/10 17.10.2020   |   Alberto Albertini
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Ascoltare un album dei Blues Pills è come effettuare una totale immersione in tutto quello che concerne il rock anni '70. Led Zeppelin, Creedence Clearwater Revival, Grand Funk Railroad, Big Brother & The Holding Company sono i primi nomi che subito si accostano. Poi però si fanno strada quelle fantastiche sfumature soul e allora si percepisce anche l'influenza di artisti come Etta James, Wilson Pickett e Aretha Franklin. Ed è lei, la regina del soul, il vero idolo di Elin Larsson, la scoppiettante cantante e frontwoman della band. Una voce energica, graffiante e selvaggia come quella di Janis Joplin, ma allo stesso tempo trascinante, da Soul Woman, insomma un vero e proprio mix esplosivo.
Holy Moly! offre un esemplare equilibrio tra gli artisti sopra citati con echi seventies presenti per tutta la durata del disco: Proud Woman, Low Road e Dreaming My Life Away sono tre brani di puro hard rock, con una sezione ritmica aggressiva (composta da André Kvarnström alla batteria e Kristoffer Schander al basso) che ha il compito di supportare la superba voce di Elin.
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Anche la travolgente Kiss My Past Goodbye (definiamola pure una Immigrant Song targata 2020, dove i vocalizzi iniziali non possono non ricordare Robert Plant) è sempre intrisa di un sentore vintage. Se invece si fosse alla ricerca della venatura soul di Blues Pills, sarebbe sufficiente ascoltare Dust oppure California o la stupenda Wish I'd Know, canzoni rock-soul perfette per apprezzare appieno quanta dimestichezza e padronanza riesca a elargire la Larsson con queste sonorità.
Anche Zack Anderson (passato alla chitarra in questo terzo album, precedentemente era il bassista del gruppo), nonostante non abbia una tecnica eccelsa, in alcuni brani riveste un ruolo decisivo. Dimostra di saper dosare lo strumento al meglio, come nel perfetto assolo di Song From A Mourning Dove o nelle potenti scorribande elettriche di Rhythm In The Blood e Bye Bye Birdy. L'infuocato sound elettrico che pervade tutto il disco lascia spazio nel finale all'intensa ballata acustica soulful Longest Lasting Friend dove, ancora una volta, si viene travolti dalla voce di Elin: una voce che riesce ad addolcire (quel tanto che basta) un album esplosivo.
Tutte le canzoni mantengono un ritmo elevato, creando una sorta di ascolto scorrevole e ponderato. Risulta purtroppo davvero difficile pensare che un gruppo così incandescente e abituato fortemente alla dimensione live come Blues Pills non possa effettuare la tourneè promozionale di Holy Moly!.
Con l'augurio di vedere la band tornare al più presto on the road, “accontentiamoci” di alzare il volume dello stereo e di goderci un po' di sano rock suonato con il cuore.
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