JAMES MADDOCK in concerto
Club Il Giardino – Lugagnano di Sona (VR) - 29/07/21
21.08.2021 | Alberto Albertini

Photo credit: James Maddock in concerto – foto di Alberto Albertini

Photo credit: James Maddock in concerto – foto di Alberto Albertini
Giovedì 29 luglio spetta al Club “Il Giardino” di Lugagnano di Sona (provincia di Verona) ospitare James Maddock per una data del suo tour italiano 2021.
Il locale grazie all'impegno e alla dedizione del proprietario Giamprimo Zorzan è ormai diventato un punto di riferimento per concerti live, con una particolare attenzione nel promuovere e divulgare sempre musica di qualità.
James Maddock torna in Italia accompagnato dal grande Brian Mitchell, un musicista straordinario, un pilastro dell'attuale scena musicale di New York, un cantante, tastierista e fisarmonicista che ha militato nella band di Levon Helm e che vanta collaborazioni con artisti del calibro di BB King, Bob Dylan, Allen Toussaint e Dolly Parton. Le sonorità da lui create (che spaziano dal R&B, funk, piano blues, ragtime e rock'n'roll) sono un prezioso valore aggiunto a sostegno dei bellissimi testi di Maddock: sonorità che, unite alla batteria di Max Malavasi e al mandolino del polistrumentista Alex Valli, creano una perfetta miscela musicale.
Photo credit: James Maddock in concerto – foto di Alberto Albertini
Photo credit: James Maddock in concerto – foto di Alberto Albertini
Il concerto inizia con due brani tratti dall'album The Green, vale a dire Once There Was A Boy, Pt.1 e Rag Doll: fin dalle prime battute si percepisce un ottimo feeling tra i musicisti. Una coesione che aumenta nella successiva This Party Is Over. Questa volta il brano arriva dal repertorio di Brian Mitchell e in particolare dal suo più recente lavoro discografico Songs From The Lower East Side: la canzone ci consente di apprezzare al meglio tutta la sua vena artistica, grazie a un dinamico piano blues in forte evidenza coadiuvato dal suo caratteristico canto estroso.
Il concerto prosegue con la stupenda cover di New York Skyline (presente nell'album No Time To Cry del 2020) firmata da Garland Jeffreys. Maddock rende omaggio al suo caro amico statunitense con un’intensa performance: attraverso le note e le stupende parole del testo ci regala un momento magico e grazie alla sua fantastica voce ci sembra di volare verso la grande mela accompagnati dalle soavi note di piano e mandolino.
I successivi brani mantengono il concerto su elevati livelli qualitativi: Another Life (ripescata dall'omonimo album del 2013) è suonata alla grande; il mandolino di Valli e la fisarmonica di Mitchell compongono una coda strumentale di rara bellezza.
Little Bird In The Neighbourhood (dall'omonimo ultimo album del 2021) viene suonata più dinamica e funk rispetto alla registrazione in studio, con un ottimo groove chitarristico da parte di Maddock, scandito dal preciso pattern ritmico di Malavasi.
Mitchell ci introduce al brano successivo, presente nel suo album Digging Up The Roots datato 2006: si tratta di un'emozionante rilettura del brano di Bob Dylan Simple Twist Of Fate. Suonata in punta di piedi da un Mitchell particolarmente ispirato, rende omaggio al menestrello di Duluth con un canto malinconico che si sposa a meraviglia al mesto testo di Dylan. Da sottolineare anche l'elegante assolo di chitarra di Maddock, un'ulteriore testimonianza dell'ottima sensazione che si avverte nelle loro intense esibizioni live.
Il concerto prosegue con la stupenda ballata Never Ending seguita da Tango, un altro brano tratto dal più recente album di Mitchell e, successivamente, con la tenue carezza di Keep Your Dream, posta in chiusura dell'album di Maddock del 2011 Wake Up And Dream.
Poi è ancora il turno di Mitchell a tenere il pubblico ben caldo con un'altra sua composizione intitolata Traveling Hat (sempre da Songs From The Lower East Side) anche questa suonata con grande intensità, a cui fa seguito Maddock con la delicata esecuzione di Straight Lines, una delle sue composizioni più riuscite, presente nel suo secondo album Sunrise On Avenue C. L'atmosfera si fa più rarefatta e intimista per l'esecuzione di Music In The Stars, unico brano della serata che proviene dall'album If It Ain't Fixed, Don't Break It pubblicato nel 2018.
Il successivo trittico di canzoni è da pelle d'oca, di quelle che non si dimenticano facilmente: si parte con No Time To Cry (che da il titolo all'omonimo album), una composizione struggente di Maddock con un testo molto emozionante, di quelli che solo un songwriter con la esse maiuscola può riuscire a scrivere. La sensazione estatica continua con My Old Neighborhood, talmente perfetta da poter sembrare il capolavoro perduto che si è dimenticato di scrivere Springsteen. Si conclude in bellezza con Williamsburg Bridge, a richiamare certe sonorità tanto care a Van Morrison, con un'ottima performance alla fisarmonica da parte di Mitchell.
I musicisti abbandonano il palco, il concerto sta per volgere al termine ma il pubblico entusiasta acclama a gran voce Maddock e la band: il concerto prosegue per regalarci ancora qualche emozione. When The Sun's Out non poteva mancare, essendo una delle colonne portanti del repertorio del musicista di Leicester, suonata con grande vivacità: una canzone che genera allegria, con il grande pregio di lasciare sempre sul viso un imperituro sorriso.
La chiusura dello show è affidata a Brian Mitchell che sale in cattedra con il suo strepitoso brano Full Moon, durante il quale il gruppo sul finale si lascia andare in una jam di rara bellezza, dove confluiscono a nozze boogie woogie, ragtime e sentori di musica latino-americana. La perfetta conclusione di un concerto da preservare nei nostri ricordi, perché risulta impossibile dimenticare la magica purezza percepita ogni volta che si ascolta musica nata dal profondo dell'anima.
